La Tecnica nell’Arte Contemporanea

La nuova estetica dell’Ibridismo

La conoscenza delle tecniche rappresenta la base inequivocabile della cultura di qualsiasi prodotto della creatività umana. Il poeta non può non conoscere il linguaggio nel quale crea le sue poesie. La licenza poetica non è un errore casuale, ma un errore che mira a valori superiori che non possono essere espressi dalla regola se non quando essa viene infranta. La colatura in pittura è un errore che diventa funzionale ad un valore estetico espressivo che l’arte contemporanea ha saputo valorizzare. Ciò nonostante, quella colatura non ha valore in un’opera dove la qualità della pittura non esiste. Non basta il parere di un critico per rendere di valore una colatura fatta da chi ignora completamente la tecnica della pittura. Il valore d’altra parte nei manufatti d’arte è dato dalla forza estetica dell’opera. Tale valore estetico che da sempre è stato sinonimo di bellezza oggi assume altri esiti a causa dei cambiamenti che il significato di “Bellezza” ha avuto per il sopraggiungere di tecniche elettroniche e digitali che non hanno soppiantato le tecniche analogiche, ma si sono fuse con esse facendo nascere opere ibride.

L’estetica dell’arte oggi nasce da una tecnica ibrida che è la conseguenza delle tecniche miste dei prodotti artistici analogici. La variazione del numero delle immagini e della loro composizione tecnica che fonde il materiale con l’immateriale ha messo in campo una nuova estetica che dipende da nuovi modi di guardare e vedere le opere e il mondo in cui viviamo. Già ai tempi dell’umanesimo artisti come Leonardo, Caravaggio, Vermeer e tanti altri hanno usato macchine per agevolare il loro lavoro che allora era legato a valori strettamente figurativi e rivolti alla realizzazione di opere che si ispiravano sempre al corpo umano ai paesaggi in cui quei corpi vivevano alle cose che nutrivano quei corpi, si a nutrimenti strettamente materiali come anche nutrimenti spirituali. La committenza massima era quella papale che cercava attraverso l’arte di rendere visibile l’invisibile di Dio al popolo e a loro stessi.

L’estetica aveva una stretta dipendenza da quel modo di guardare e vedere il mondo. Anche in seguito questo modo di intendere l’arte ha dato capolavori all’umanità tali da non poter essere pensati senza una conoscenza profonda delle tecniche di realizzazione delle opere da parte degli artisti. Il viaggio dell’arte ad un certo punto si è affiancato con quello della scienza, della filosofia e della religione, riuscendo nel contemporaneo a superare tutti questi parallelismi in un’estetica contemporanea più fortemente legata alla tecnica sia di realizzazione che di ideazione dell’opera. Il superamento del progetto in favore dell’opera che cresce come un organismo capace di dialogare con il suo creatore, come le divinità antiche e presenti nelle varie religioni dialogano attraverso la preghiera con gli esseri viventi.

A questo punto si vede chiaramente che oggi non può più essere il “concetto” il solo elemento della creazione artistica, ma l’arte si rivolge su se stessa proprio in virtù di quelle tecniche che l’hanno resa unita alla scienza, alla filosofia e alla religione. Nuove categorie nascono nella creazione del prodotto artistico. Tutte sono molto più legate oggi alle tecniche che permettono la loro realizzazione sia materiale che apparentemente immateriale. La contaminazione di queste sostanze artistiche crea l’opera contemporanea. Il creatore dell’opera è risucchiato nel processo di creazione dall’opera stessa. Questa qualità non è più permessa all’ignoranza delle tecniche.

Pittura, scultura, mosaico, installazioni, video, software, collegamenti on line, reti di computer sono tutte tecniche che appartengono al vero artista contemporaneo. Tra i materiali la storia dell’arte, la scienza, la filosofia, la religione, la luce, i suoni, i rumori, le tenebre, i colori, le attrezzature, la propria personale visione del mondo danno origine all’opera che nel suo farsi dialoga con il suo creatore per farsi ri-creare costantemente fino alla sua identificazione con l’anima del creatore artista. Questi ne ri-conosce l’essenza che vive attraverso le creature del mondo stesso. Vedere ciò è ri-conoscere un’estetica nuova che prende direttamente lo spettatore e lo rende partecipe nella propria anima dell’opera. Ciò non può succedere senza la consapevolezza dei processi che sono alla base di questo modo di essere dell’arte contemporanea.

Lello Masucci 14 novembre 2025 ore 12,26