Napoli, Galleria Turchetto 1976
Performance di Lello Masucci a “Campania proposta uno” 1976
Il video è presente tra i video che Mario Franco ha inserito nella collezione del Museo di S. Martino Napoli nella mostra “Napoli 1910 – 1980 per un Museo in progress”.
Da”Gli anni settanta tra utopia e dispersione” di Mario Franco e Aurora Spinosa nel testo “9cento – Napoli 1910 – 1980 per un Museo in progress Edizione Electa” pag.88
“Defilato da gruppi e movimenti, Peppe Desiato è stato un artista che esercitò, comunque, una forte influenza sui temi del Sociale, con le sue “processioni” nei vicoli del centro antico di Napoli o al porto di Sorrento, le sue messinscena barocche e ridondanti, i suoi collages con i quali rivestiva improvvisate modelle. In Desiato convivono le ragioni formali di un’avanguardia che al valore dell’effimero univa urgenze contenutistiche. Anche Felice Lucio Bifulco sosteneva le ragioni dell’effimero, poiché “l’opera, a livello di manufatto, si presenta come passato dell’immaginazione, [mentre] l’azione, dove niente è organizzato, instaura un nuovo rapporto opera-operatore-fruitore, che coinvolge il fruitore nell’accadimento dell’evento, rendendolo, così, non uomo-spettatore, ma uomo-attore. A queste teorizzazioni si possono ricondurre alcuni interventi, nel 1976, presso la Galleria “L’incon-tro” di via Orazio dove Enrico Bugli inscenò il suo funerale, in una bara bianca, come si usa per le anime innocenti e Lello Masucci che, in Cubo identità: dimensione documento, costruiva un cubo di legno e poi lo riempiva di una fitta trama di fili di spago colorati per “mettere in campo la situazione asfittica della società. (Mario Franco, L’avanguardia va al potere il dissenso diventa l’opera. “Repubblica Napoli”, 19 maggio 2005,p. 11)”.

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